{"id":446,"date":"2024-10-07T14:10:07","date_gmt":"2024-10-07T14:10:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/?p=446"},"modified":"2024-10-07T14:10:07","modified_gmt":"2024-10-07T14:10:07","slug":"progettazione-dellesodo-tramite-fse-con-cenni-di-applicazione-pratica-senza-impiego-di-software","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/2024\/10\/07\/progettazione-dellesodo-tramite-fse-con-cenni-di-applicazione-pratica-senza-impiego-di-software\/","title":{"rendered":"Progettazione dell&#8217;esodo tramite FSE con cenni di applicazione pratica senza impiego di software"},"content":{"rendered":"\n<p><em>In questo articolo<\/em>, nell\u2019ambito<strong> FSE<\/strong> (Fire Safety Engineering) l\u2019ing. <strong>Nicola Clemeno<\/strong>, direttore scientifico di <strong>FSE Italia Srl<\/strong>, ha esposto e spiegato (Vedi video su<a href=\"https:\/\/youtu.be\/YF60jhYW2-I?si=FOyZ6GYhPQwYxQNG\"> YouTube<\/a> dal minuto 29:02) una panoramica sui concetti chiave del <strong>capitolo S4<\/strong>, evidenziando i punti in cui \u00e8 possibile applicare metodi alternativi e come farlo nella pratica. Il capitolo S4, impostato come tutti gli altri capitoli del<strong> Codice di Prevenzione Incendi<\/strong>, definisce chiaramente i livelli prestazionali: \u00e8 uno dei pi\u00f9 complessi e articolati, sia per la delicatezza dell&#8217;argomento che per le numerose situazioni in cui \u00e8 possibile, o addirittura necessario, utilizzare<strong> metodi alternativi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<div class='embed-container'><iframe loading=\"lazy\" title=\"Progettazione dell&#039;esodo tramite FSE con cenni di applicazione pratica senza impiego di software\" width=\"1920\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YF60jhYW2-I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiettivo principale della progettazione dell&#8217;esodo \u00e8 garantire che gli occupanti di un edificio possano raggiungere un luogo sicuro in autonomia, prima che intervengano i soccorritori. Esistono diverse metodologie che possono essere applicate. Tuttavia, in molti casi sar\u00e0 necessario adottare soluzioni alternative per dimostrare la conformit\u00e0 ai requisiti di sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio, se l&#8217;analisi dell&#8217;esodo basata sul metodo simultaneo, che prevede lo spostamento contemporaneo di tutti gli occupanti, non soddisfa le prescrizioni dell&#8217;<strong>RTO <\/strong>(<em>Regola Tecnica Orizzontale<\/em>), si dovr\u00e0 procedere con un&#8217;analisi pi\u00f9 approfondita dell&#8217;intero edificio.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono anche altri approcci, come il metodo progressivo orizzontale o l&#8217;analisi per fasi, che risultano complessi da gestire ma possono essere necessari in determinate situazioni. Questi approcci richiedono un\u2019ampia contestualizzazione del problema e un\u2019analisi puntuale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ANALISI DEL LUOGO SICURO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un esempio di soluzione conforme \u00e8 la progettazione del luogo sicuro. Secondo il Codice di Prevenzione Incendi, la superficie del luogo sicuro deve essere adeguata a contenere tutti gli occupanti. Per le persone deambulanti, \u00e8 necessario considerare una superficie di <strong>0,7 m\u00b2 a persona<\/strong>, mentre per persone su sedia a rotelle o barelle il requisito \u00e8 di <strong>2,25 m\u00b2 a persona<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre alla superficie, \u00e8 fondamentale considerare la distanza dell&#8217;area sicura dall&#8217;edificio in fiamme, valutando il rischio di crollo o di irraggiamento termico. Questo pu\u00f2 essere fatto tramite approcci prescrittivi, basandosi su distanze minime definite, oppure con metodi prestazionali, che permettono di analizzare nel dettaglio se un edificio \u00e8 effettivamente a rischio di crollo o se l\u2019irraggiamento supera i limiti di sicurezza (<strong>inferiore a 2,5 kW\/m\u00b2<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Ad esempio, un luogo sicuro troppo vicino all\u2019edificio potrebbe non essere conforme, specialmente se situato vicino a finestre o porte soggette a radiazione termica. In tali casi, una valutazione pi\u00f9 approfondita tramite equazioni pu\u00f2 determinare la distanza ottimale dal punto di incendio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>VIE DI ESODO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche la progettazione delle vie di esodo richiede particolare attenzione. Le persone, in una situazione di emergenza, tendono istintivamente a dirigersi verso le uscite da cui sono entrate, come osservato in numerosi casi reali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per evitare questo comportamento, \u00e8 possibile progettare percorsi obbligati o protetti che guidino gli occupanti verso le uscite pi\u00f9 sicure. Questo approccio, <strong>se ben pianificato<\/strong>, pu\u00f2 risolvere gran parte dei problemi legati all\u2019esodo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 fondamentale garantire che i percorsi siano protetti dal fumo e dal calore. Le soluzioni tecnologiche, come impianti di estrazione forzata del fumo o evacuatori di fumo e calore, possono spesso risolvere questi problemi senza dover ricorrere a soluzioni alternative.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, con Codice di Prevenzione Incendi possiamo considerare percorsi di esodo alternativi, come le scale mobili in centri commerciali, che in determinate condizioni possono essere utilizzate come vie di esodo aggiuntive. <strong>Il progettista deve comunque tenere conto dei requisiti dimensionali<\/strong>, dell\u2019altezza minima dei passaggi e della tipologia di scale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>OBIETTIVO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiettivo del sistema di esodo \u00e8 garantire che gli occupanti possano raggiungere un luogo sicuro autonomamente, prima dell&#8217;intervento dei vigili del fuoco. Nel progettare le vie di esodo, avete a disposizione diverse metodologie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, capita sempre pi\u00f9 spesso di dover ricorrere ai metodi alternativi, soprattutto quando l&#8217;analisi dell&#8217;esodo simultaneo (con spostamento contemporaneo di tutti gli occupanti) non rispetta le prescrizioni dell&#8217;<strong>RTO<\/strong>. In questi casi, \u00e8 necessaria un&#8217;analisi completa dell&#8217;edificio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono metodi meno complessi, come quello per fasi o l\u2019esodo progressivo orizzontale, o ancora la salvaguardia degli occupanti nel compartimento per un tempo sufficiente all&#8217;arrivo dei soccorritori. Questi metodi possono risultare complessi e <strong>richiedono una contestualizzazione ampia del problema.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>FILTRI A PROVA DI FUMO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I filtri a prova di fumo richiedono una verifica precisa, seguendo la <strong>norma UNI<\/strong>, per garantire che siano correttamente dimensionati, soprattutto in sovrapressione. In passato, ci sono stati casi in cui le porte tagliafuoco in filtri a sovrapressione risultavano difficili da aprire, ma oggi questi problemi possono essere risolti con un\u2019analisi pi\u00f9 accurata, anche tramite calcoli semplici basati su equazioni parametriche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SISTEMI DI EVACUAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I sistemi di evacuazione, come porte scorrevoli e tornelli, sono stati oggetto di regolamentazione pi\u00f9 precisa. Oggi, le porte scorrevoli possono essere considerate parte delle vie di esodo se dotate di sistemi di controllo elettronico che ne garantiscono l\u2019apertura automatica. Questo <strong>amplia le possibilit\u00e0 <\/strong>per la progettazione dei percorsi di esodo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AFFOLLAMENTO E LARGHEZZA DELLE VIE DI ESODO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il numero di occupanti e la larghezza delle vie di esodo sono parametri fondamentali. In passato, la larghezza delle porte era vincolata a moduli predefiniti, mentre oggi \u00e8 possibile utilizzare metodi alternativi per dimensionare l\u2019esodo, ad esempio in edifici complessi come grattacieli, dove \u00e8 necessario un<strong> approccio pi\u00f9 flessibile<\/strong> per gestire l\u2019affollamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il testo discute diversi aspetti dell&#8217;approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio, ponendo l&#8217;accento sull&#8217;evoluzione delle normative riguardanti le vie di esodo, la gestione dell&#8217;evacuazione in presenza di disabili e la metodologia dell&#8217;esodo orizzontale progressivo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Offre spunti per superare alcune limitazioni, come le vie di esodo troppo lunghe o situazioni in cui i percorsi non rispettano i <strong>requisiti prescrittivi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Evoluzione delle norme<\/strong>: In passato, la larghezza minima delle porte doveva essere di 90 cm, ma oggi \u00e8 possibile ridurla a 80 cm in ambienti piccoli e persino a 60 cm in ambienti tecnici, dove la presenza di persone \u00e8 occasionale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo dimostra come le normative siano diventate pi\u00f9 flessibili per adattarsi a situazioni specifiche senza compromettere la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p>2. <strong>Accessibilit\u00e0 per persone con disabilit\u00e0<\/strong>: Le norme moderne richiedono maggiore attenzione alla sicurezza delle persone con mobilit\u00e0 ridotta. Spazi calmi e sistemi di comunicazione bidirezionale devono essere previsti per consentire l&#8217;evacuazione sicura di queste persone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 optare per soluzioni come l&#8217;esodo orizzontale progressivo, tipico negli ospedali, che permette di spostare le persone in sicurezza all&#8217;interno dello stesso piano, evitando l&#8217;evacuazione immediata verso l&#8217;esterno.<\/p>\n\n\n\n<p>3.<strong> Soluzioni alternative per vie di esodo lunghe<\/strong>: Se le vie di esodo orizzontale o verticale superano i limiti prescritti, \u00e8 possibile adottare impianti di estrazione del fumo (naturale o meccanica) per garantire pi\u00f9 tempo per l&#8217;evacuazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 particolarmente utile in edifici con grandi altezze, come i capannoni industriali, dove i fumi impiegano pi\u00f9 tempo a stratificare.<\/p>\n\n\n\n<p>4. <strong>Il Codice di Prevenzione Incendi<\/strong>, in particolare i capitoli <strong>M1, M2, M3<\/strong>, permette l&#8217;applicazione 1. Misure di prevenzione, 2. Misure di protezione e, 3. Misure gestionali in relazione ai metodi ingegneristici <strong>FSE<\/strong> (Fire Safety Engineering) per verificare e migliorare le prestazioni delle vie di esodo.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 assicurare che le persone possano evacuare in sicurezza, anche in caso di scenari complessi, senza dipendere esclusivamente dalle prescrizioni rigide del codice.<\/p>\n\n\n\n<p>5. <strong>Metodi prestazionali e analisi quantitativa<\/strong>: L&#8217;approccio ingegneristico consente di valutare le performance dell&#8217;edificio sotto l&#8217;aspetto antincendio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il concetto di <strong>finalit\u00e0<\/strong> all&#8217;interno della progettazione della sicurezza antincendio si riferisce alla determinazione degli obiettivi specifici che il progetto deve raggiungere per garantire la salvaguardia delle persone e dei soccorritori.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi obiettivi includono:<\/p>\n\n\n\n<p>1. <strong>Salvaguardia degli occupanti<\/strong>: Garantire che gli occupanti possano evacuare in sicurezza, identificando vie di esodo sicure e progettando misure per mantenere un ambiente sicuro durante l&#8217;evacuazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2, implica che<strong> i fumi non scendano sotto i 2 metri di altezza<\/strong> e che gli occupanti non siano esposti a condizioni <strong>tossiche<\/strong> o <strong>termiche<\/strong> <strong>pericolose<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>2.<strong> Salvaguardia dei soccorritori<\/strong>: Garantire che i soccorritori possano accedere agli edifici in condizioni sicure. Le soglie prestazionali per i soccorritori possono essere pi\u00f9 alte rispetto agli occupanti, grazie all&#8217;uso di equipaggiamenti protettivi (<em>es. altezza dei fumi di 1,5 metri, temperature fino a 80\u00b0C, irraggiamento fino a 3 kW\/m\u00b2<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Per determinare la sicurezza dell&#8217;edificio durante un incendio, \u00e8 importante stabilire le<strong> soglie prestazionali<\/strong>, che includono parametri legati alla visibilit\u00e0, alla tossicit\u00e0 dei gas, alla temperatura e all&#8217;irraggiamento, definendo i limiti che non devono essere superati per garantire la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SCENARI DI INCENDIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli scenari di incendio devono essere individuati in base alla probabilit\u00e0 che si verifichino, alle caratteristiche dell&#8217;edificio e degli occupanti, e agli obiettivi del progetto. Questi scenari includono:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Tipo di incendio<\/strong>: ad esempio, la presenza di materiali combustibili e le loro caratteristiche di infiammabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Caratteristiche dell&#8217;edificio<\/strong>: compartimentazione, ventilazione, percorsi di esodo e presenza di impianti antincendio.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Occupanti<\/strong>: considerazioni sull&#8217;affollamento, familiarit\u00e0 con i percorsi di esodo e stato fisico (ad esempio, veglia o sonno).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SOLUZIONI PROGETTUALI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La scelta delle soluzioni progettuali pu\u00f2 andare da un semplice <strong>calcolo parametrico<\/strong> (<em>come con i codici Eurocode<\/em>) per verificare le soglie prestazionali, fino all&#8217;uso di <strong>modelli pi\u00f9 avanzati<\/strong>, che consentono di simulare il comportamento dell&#8217;edificio e delle persone in scenari di incendio complessi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DOCUMENTAZIONE DEL PROGETTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un progetto di prevenzione incendi prevede due parti principali:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Sommario tecnico<\/strong>: nella fase preliminare, quella dell&#8217;analisi qualitativa, il professionista antincendio redige il sommario tecnico ove \u00e8 sintetizzato il processo seguito per individuare gli scenari di incendio di progetto<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>La relazione tecnica<\/strong>: nella seconda fase, quella della analisi quantitativa, vengono presentati i risultati dell&#8217;analisi qualitativa descritta nel sommario tecnico e il percorso progettuale seguito.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Programma per la gestione della sicurezza antincendio<\/strong>: un documento che descrive come mantenere le condizioni di sicurezza nel tempo, che va presentato ai vigili del fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>Il programma di gestione \u00e8 cruciale, poich\u00e9 stabilisce le prescrizioni che il committente deve mantenere per garantire la conformit\u00e0 alle normative e alle soluzioni progettuali approvate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se il progetto prevede un sistema di rilevazione fumi o di estrazione meccanica, tali impianti devono essere mantenuti in efficienza per garantire la sicurezza dell&#8217;edificio nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>AFFIDABILIT\u00c0 DEGLI IMPIANTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel determinare gli scenari d&#8217;incendio, bisogna considerare l&#8217;affidabilit\u00e0 degli impianti, come i sistemi sprinkler o i sistemi di evacuazione dei fumi. Questo influisce direttamente sulla progettazione degli scenari e sulle decisioni progettuali adottate.<\/p>\n\n\n\n<p>La curva <strong>RHR<\/strong> descrive lo sviluppo del calore di un incendio in funzione del tempo e varia in base a diversi fattori, come la ventilazione, i materiali di combustione e la presenza di impianti di spegnimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa curva parte da zero, cresce fino a raggiungere un valore massimo e poi decresce quando il carico d&#8217;incendio si esaurisce.<\/p>\n\n\n\n<p>In generale, le normative antincendio (come il<strong> Codice di Prevenzione Incendi italiano<\/strong>) forniscono linee guida per determinare gli scenari di incendio, inclusa la curva di potenza termica e le sue caratteristiche, per varie tipologie di edifici (<em>civili, non civili, storici, ecc.<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ASET e RSET<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un altro concetto importante \u00e8 quello dei tempi di esodo. <strong>ASET<\/strong> (<em>Available Safe Egress Time<\/em>) rappresenta il tempo disponibile prima che le condizioni all&#8217;interno di un compartimento diventino inaccettabili per l&#8217;esodo sicuro, mentre <strong>RSET<\/strong> (<em>Required Safe Egress Time<\/em>) \u00e8 il tempo necessario affinch\u00e9 tutte le persone escano in sicurezza. La differenza tra questi tempi e la loro corretta valutazione \u00e8 fondamentale per la progettazione della sicurezza antincendio.<\/p>\n\n\n\n<p>I fattori che influenzano questi tempi includono:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Tempo di rilevazione dell&#8217;incendio<\/strong> (ad esempio, tramite rilevatori di fumo o riconoscimento visivo).<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Tempo di<\/strong> <strong>allarme<\/strong>, che pu\u00f2 essere automatico o dipendere dal coordinatore delle emergenze.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Tempo di pre-movement<\/strong>, ovvero il tempo necessario alle persone per capire cosa fare una volta rilevato l&#8217;allarme.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Tempo di movimento<\/strong>, che dipende dalle condizioni fisiche delle persone e dal layout dell&#8217;edificio (es. scale, vie di fuga).<\/p>\n\n\n\n<p>In ambienti protetti (come scale protette), spesso non \u00e8 necessario considerare l&#8217;intero percorso nel calcolo del tempo di esodo, ma solo fino al punto in cui la protezione garantisce la sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONCLUSIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo fatto un breve riassunto di questo videocorso, ma abbiamo creato una categoria a parte di articoli dedicati ai corsi tenuti dai nostri soci fondatori nonch\u00e9 docenti di Fire Safety Engineering. Per un approfondimento dettagliato vi invitiamo a guardare il video dell&#8217;intero corso che dura circa 2 ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ringraziamo Pro-Fire che tramite FSEAccademy ci forniscono e condividono questi contenuti audiovisivi. Invitiamo pertanto tutti a iscriversi al canale YouTube di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.youtube.com\/@profire-formazioneprofessi2358\" target=\"_blank\">pro-fire.org<\/a> e a promuovere la <strong>Fire Safety Engineering<\/strong> in Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo, nell\u2019ambito FSE (Fire Safety Engineering) l\u2019ing. Nicola Clemeno, direttore scientifico di FSE Italia Srl, ha esposto e spiegato (Vedi video su YouTube dal minuto 29:02) una panoramica sui concetti chiave del capitolo S4, evidenziando i punti in cui \u00e8 possibile applicare metodi alternativi e come farlo nella pratica. Il capitolo S4, impostato&hellip; <br \/> <a class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/2024\/10\/07\/progettazione-dellesodo-tramite-fse-con-cenni-di-applicazione-pratica-senza-impiego-di-software\/\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":447,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-446","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-corsi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/446","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=446"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/446\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":448,"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/446\/revisions\/448"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/447"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=446"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=446"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.fseitalia.it\/blog\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=446"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}